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L’Oro del Salento 0

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“Benvenuti a tutti al  5° appuntamento con i video di Salento in LIS.

Oggi parleremo di uno dei simboli più importanti del Salento: l’Ulivo e il suo oro, l’olio d’oliva.
Il Salento è oggi famoso in tutto il mondo per la produzione di olio, uno dei migliori in Italia. Una produzione iniziata ormai secoli fa e tutt’ora di assoluta importanza: si ritiene che la coltura dell’olivo risalga al VII sec. a.C. ed è indubbio che, nell’ambito dell’economia Pugliese l’olivicoltura abbia sempre rivestito un ruolo di primo piano. I primi a piantare gli alberi di ulivo furono i Messapi, grazie alla diffusione della pianta nel Mediterraneo ad opera dei Micenei e degli altri popoli che hanno abitato il Salento. Quindi molti degli alberi d’olivo che popolano le campagne salentine sono piante secolari. Alcuni di essi hanno assunto, nel corso dei millenni, forme e dimensioni originalissime.

L’ulivo è oggi simbolo vivo del nostro passato: del vivere contadino, delle antiche tecniche di produzione e del senso di comunità che contraddistingueva l’antica civiltà contadina.
A raccontare queste storie di duro lavoro sopravvivono ancora oggi i resti degli antichi frantoi “ipogei”, strutture sotterranee costruite dalla mano dell’uomo proprio per produrre l’olio d’oliva, con tutto ciò che occorreva: la mola, le vasche di contenimento.  Il sottosuolo offriva una temperatura costante e abbastanza tiepida anche d’inverno, periodo in cui si svolge la raccolta delle olive, risparmiando ai contadini i rigidi climi e le intemperie. Ma non la fatica: a volte i contadini si servivano di un mulo per far girare la mola, altre volte serviva la forza dell’uomo. L’intero processo di raccolta, spremitura e produzione poteva durare lunghi mesi, da ottobre fino ad aprile.

L’olio veniva prodotto dai contadini, ma solo una piccolissima parte restava a loro: l’olio era infatti una merce preziosa e molti proprietari terrieri lo vendevano come ingrediente per il sapone o come olio “lampante” (per le lampade, ecc.) Ancora oggi, in alcune zone del Salento, è rimasta l’usanza di attendere la caduta delle olive e di raccoglierle con le scope, proprio perché, una volta, più l’oliva marciva, più ne aumentava la gradazione e più l’olio per le lampade era di ottima qualità.

Successivamente iniziarono a sorgere i primi frantoi moderni, sopraelevati, e anche i processi produttivi dell’olio subirono le influenze dell’industrializzazione.
Oggi i processi produttivi dell’olio seguono le rigide normative interne ed europee e i frantoi sono dotati in tutto il territorio salentino di macchinari all’avanguardia. L’unico lavoro manuale è relativo alla raccolta, in quanto le olive vengono raccolte direttamente dalla pianta o fatte cadere a terra e raccolte in giornata.

Gli antichi saperi sulla produzione dell’olio salentino, insieme alle moderne tecniche di lavorazione, fanno sì che questo sia tra i più pregiati olii extravergini al mondo, un vero e proprio oro, frutto della terra e della fatica umana.

Il nostro video finisce qui.
Parole in Mano vi ringrazia per l’attenzione.
Al prossimo appuntamento.”

*(il testo scritto differisce leggermente dalla versione in LIS del video)

VIDEO ESTRATTI DA:
“L’oro della Puglia”
di Schirinzi Azienda Agricola Olearia (www.schirinzi.it)
OZ PRODUCTION
e
“L’avventura dell’Olio nel Salento”
Prodotto da 01COMMUNICATION

PROGETTAZIONE, COORDINAMENTO, ADATTAMENTO TESTI,
SUPERVISIONE AL MONTAGGIO:
ALESSIA NUZZO
Con la collaborazione di:
MARIANNA MINONNE
PAOLA MUSARÒ

INTERPRETE LIS:
ANTONELLA TEDESCO

FOTOGRAFIA SCENE IN LIS, COMPOSITING, MONTAGGIO: WALTER STOMEO

PROGETTO GRAFICO:
ALESSIA NUZZO

Associazione Parole in Mano
Via Silvio Pellico, 5
73030 – Marittima di Diso (LE)
C.F. 92026310752

www.paroleinmano.it
mail: paroleinmano@libero.it

 

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